INFLUENCE MAP 2012

KEWA'S INFLUENCE MAP 2012
La "influence map" che ho completato, non rappresenta soltanto gli artisti che mi hanno influenzato fino ad oggi, ma anche quelli che mi stanno influenzando ora e mi influenzeranno per lungo tempo.

Bill Sienkiewicz ; Ashley Wood ; James Harren ; Eric Canete ; Kim Jung-Gi ; Fenghua Zhong _

Dopo questi nomi serve dilungarsi?! "osservare e contemplare" come l'arte sacra nelle polis.
Dopo un apparente abbandono da parte dell'arte delle reali abilità tecniche, dall'arte concettuale alla video arte, abbiamo forse qui la fioritura da parte di un "arte minore" di un reale ed attuale "sottostimato rinascimento"?

Secondo me le eccellenze di alcuni illustratori/fumettisti che non disdegnano le tele (e anzi producono costantemente) è incanalata nella medesima e generale sottovalutazione che l'arte neoclassica ha subito fino a periodi non remoti.
Trovo tra l'eccellenza tecnica dei fumettisti e dei disegnatori neoclassici, molti aspetti comuni, tale è l'importanza e l'influenza che entrambe hanno avuto nelle arti e nel mondo esteriore e  tale è la sottovalutazione degli artisti.
Sono molto curioso di sapere se tra cento o duecento anni, come saranno ricordati questi "artisti", e se le loro capacità tecniche e l'influenza che questi "media artistici" hanno avuto nel mondo che li ha generati e "consumati".verranno ricordati per l'importanza e l'influenza che tutt'ora generano dal cinema all'arte da galleria.

Trovo inoltre il fumetto e l'illustrazione l'arte perfetta per il nostro secolo, dove globalizzazione e diffusione avvengono su scala planetaria.
Della "riproducibilità tecnica dell'arte" si sono interessati in tanti, tantissimi, nell'ultimo secolo, dalle scuole del "Bauhaus" ai saggi critici di Walter Benjamin che paragonava cinema e dadaismo.
Il fumetto che vive nell'esclusiva diffusione dei suoi multipli, influenzato dal cinema quanto capace di influenzarlo, si ritrova ad essere portavoce della diretta estensione del vecchio, quanto attuale, disegno accademico.
In un mondo dove l'arte è in stretta combutta con l'effimero mercato delle "trovate", dove l'arte si estranea sempre più dell'abilità tecnica e si allontana dalla "gente", diventando uno stupido ed intellettuale gioco tra il collezionismo e un investimento "snob"; ci ritroviamo davanti ad opere dove  il gusto non ha più importanza se si hanno i soldi e la qualità non conta quanto il nome.
L'artista è diventato "moderno" perché si è "staccato" dai desideri del magnate, facendosi portavoce dei sentimenti popolari.
Ora però che l'artista non può più esser considerato il sismografo che disegna i movimenti e i pensieri che affliggono i più, ma solo i capricci e la distaccata osservazione e valutazione dei "meno", solo i "nuovi" media, ancora liberi e capaci di esser diffusi secondo gli standard di diffusione moderna, possono essere considerati i nuovi portavoce di quel che si poteva definire arte, specialmente se essi sono eseguiti da una  sola mano che esprime se stessa, vive nel mondo comune ma ha dietro di se quella formazione accademica che nell'ambito della galleria sta diventando una rarità considerata fuori dal tempo perché incapace di riscrivere nuovamente i canoni dell'arte.
E' quindi forse proprio il ritorno al lavoro per i grandi magnati, ora identificabili con le grandi case editrici, il passo in avanti dell'arte? Sono sempre stati i limiti a generare creatività ed è stata l'eccellenza a differenziare l'arte dall'artigianato, si può realmente scindere da questo, senza finire a considerare tutto arte anche la vita stessa? rendendoci incapaci di capire la reale evoluzione artistica dei nostri tempi?

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