Riflessioni Notturne

Ho cambiato idea, le mie 2 tavole a matita definitive le declasso ufficialmente a storyboard a 24 ore dalla revisione.
Le alternative sono finire in tempo per la revisione o oramai consegnare per fine anno per l'esame ma per lo meno fare tutto perfetto. Quindi ora con "sketchup pro 8" alla mano aggiungo ai personaggi disegnati le ambientazioni fatte con il 3d a quel punto, impagino tutto per bene con anche i baloon e ristampo tutto in cyano. Cosi andando sopra con l'HB utilizzandola come fossa la kina definitiva definisco bene ogni aspetto della tavola, aggiungendo tutti i dettagli che ho inserito nella tavola a matita declassata a storyboard nella nuova tavola definitiva, dove le prospettive saranno perfette e i personaggi gia disegnati saranno la base per ridefinirli meglio, togliendogli qualche difetto.
Passaggio dopo passaggio prima o poi verrà tutto come voglio.
Infondo questa è una delle basi che ho imparato, cioè non buttare mai via una tavola, ma non aver mai paura di cancellare e correggere, perché più si corregge, più passaggi si fanno più ci si avvicinerà al risultato voluto. Dal mio punto di vista, è sempre meglio "rifare" sopra che rifare da capo.
La settimana prossima si inizia il progetto italiano, io per fortuna ho già iniziatoa buttare giù il progetto italiano, ho i personaggi, la storia e un target ben definito, oltre qualche trovata da libro game! ;)

Io credevo di essere "originale" di avere un disegno originale e che avrei fatto dei fumetti atipici, invece mi rendo sempre più conto, crescendo, che io amo disegnare come diletto personale i paesaggi, con penne pennarelli acquerelli, in fondo proprio come ai vecchi pittori ed è ai vecchi in genere. La pittura paesaggistica, che ad uno scorcio ad una piazza o ad un determinato cielo gli si accostano ricordi di momenti particolari, che toccano il cuore per motivi personali e solo per l'appunto motivi personali la si considera arte. Anche se questo porta sicuramente il disegno ad avere maggior passione, non si può non definire la pittura figurativa e paesaggistica in particolare assieme la pittura astratto/decorativa la pittura più commerciale che esista!
Oltre a questo genere di disegno, quand'ero più piccolo già dalle elementari alla fine del liceo ho sempre amato disegnare giocattoli, pupazzetti e mostriciattoli come quelli dei cartoni animati dei miei tempi, fino ai mostri che vengono disegnati dai "writer"s, come ero io per l'appunto, sui muri con le classiche fattezze semplici ed espressive, che ricordano i mostri della generazione Hanna Barbera e i videogame 8bit.
In tutto questo vedo il colore ha come un qualcosa che ha sempre ricoperto un ruolo non solamente "centrale" ma di struttura. Il ruolo del mattone. Di per se io ho sempre percepito e disegnato l'immagine come sovrapposizione di colori dove si parte con i toni più chiari e passaggio dopo passaggio si passa dallo schizzo alla struttura, dalla struttura alle chiazze dalle chiazze alla linea e a quel punto si inizia a dipingere. E' il metodo pittorico in genere che vede alla sua base il "ridisegnare" ed è da qui che nasce il mio modo di disegnare solo con la matita. Disegnare e ridisegnare, correzione su correzione. Questo bene o male l'ho imparato dall' analizzare con attenzione il metodo, ed è proprio questo che si intende quando si dice "che ciascuno ha il suo modo di disegnare" "ciasciuno trova il suo metodo per dipingere o per disegnare". Anche se da una parte esistono delle regole, quali prospettiva e teoria del colore, imparate quelle però bisogna imparare che quando si ottiene un risultato per se stessi soddisfacente, bisogna teorizzare il processo rendendolo metodologia di lavoro e non istintività. Un passaggio fondamentale. Sembra di per se una cosa ovvia, invece per me non è stato poi cosi tanto, "ovvio".
Sarà che ero stato convinto, un po' da chi mi circondava, un po' dal mio ego adolescenziale, che ero un disegnatore "underground" che disegnava cose alquanto alternative, e forse al tempo era pure vero, o forse più semplicemente, con il senno del poi, lo erano i soggetti che disegnavo, punkabestia, raver ed altri soggetti "underground" che rendevano il disegno underground, ma in realtà io disegnavo semplicemente quello che mi circondava pure al tempo, con meno tecnica e minore capacità d'osservazione.
A questo accostavo mostriciattoli e giocattoli, presi ed interpretati come deliri e viaggi mentali dei protagonisti "underground", ora però che gli anni passano e le cose che mi circondano sono differenti, il mio modo di disegnare è cresciuto con me. Se da una parte ho migliorato le mie capacità tecniche, in realtà il percorso più importante e fondamentale è avvenuto con la crescita personale, dove ho scoperto scoprendo chi sono io, anche cosa amo disegnare, durante un periodo di cambiamento, cercavo anche cos'altro di interessante ci fosse già di disegnato, cosa potevo disegnare io di commerciabile e cosa poteva essere il mio disegno personale.
Oggi giorno alla soglia dei 30 anni onestamente se il mio disegno personale fosse ancora realmente legato a quelle figure underground, andare a disegnare nuovamente gli stessi personaggi, dello stesso ambiente sociale "underground" mi sembra semplicemente qualcosa di nostalgico e fuori tempo, che non merita più di una citazione, sono invece le mie radici, ciò che mi è sempre piaciuto e sempre mi ha seguito, detto in parole povere "la pittura di paesaggio,i pupazzi e il colore" ad essere gli elementi che mi stanno indicando verso cosa mi porta la mia ricerca personale, ma anche dove è applicabile la mia predisposizione in un ambito puramente lavorativo.
La cosa più importante poi, a conti fatti è per me ampliare, aggiungere, alle mie doti con la matita e gli strumenti artigianali quai kina e colori, l'uso del computer, per creare ambientazioni 3d, loghi ed impaginazioni, cosi da confezionare come si deve un prodotto.
Un po' è come se in questi anni io abbia guardato tanto lontano per cercare quale fosse la mia strada, e le applicazioni commerciali della mia passione. Era un po' come se la mia "personalità" fosse andata persa, perché molto troppo legata a quel che disegnavo, e alla fine era tutto sotto il mio naso, dove disegno personale e professionale non sono mai stati cosi vicini a me e tanto vicini tra di loro, mantenendo comunque la loro personalità.

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