Due parole tra me e me, paragoni palesi e truffaldine rivincite...


biro, durante una notte di creazione bukowskyana, manca sempre quel fottuto calcio in pancia ad una donna in cinta per farmi sentire un poeta..... vorrei raccontarvi tante palle, per raccontarvi la verità che però non è vera cosi come la raccontano le immagini... vorrei fare una storia realistica, illudere il lettore affezionarlo il più possibile ad un personaggio che data l'architettura sociale esterna decide di fare tutte le scelte "moralmente sbagliate" fino a diventare uno squalo predatore...
..e quando si è uno squalo che nuota controcorrente in un fiume pieno di orate che non sono in grado di fermare l'inevitabile destino che gli si propone....

Ci sono 2 modi di disegnare entrambi belli, ma in uno è come un film, guardi la realtà e la copi, che tu la copi uguale a come la vedi o con poca attenzione alla perfezione, poco importa, assumi un atteggiamento passivo, ma allo stesso tempo associativo verso l'ambiente l'atmosfera che ritrai perché non devi copiarne la forma ma trasmetterne il silenzioso contenuto.
Poi vi è un secondo modo, dove invece non copi la realtà che hai davanti ma sfrutti il bagaglio di informazioni che hai sulla realtà per raccontare qualcosa, crei le inquadrature fai recitare gli attori e racconti qualcosa.
Secondo me non è più bravo chi racconta con meno, vignette, chi è troppo diretto o chi è troppo prolisso tanto da farmi sembrare di guardare i fotogrammi di un film. Secondo me è bravo come nello scrivere, quando una parola in meno sarebbe un elemento che manca e una parola in più, sarebbe un inutile prolungarsi.
I classici come bukowsky di sicuro dimostrano che se anche di questi pensieri ve ne sono stati mai hanno preso nella sua scrittura matura un ruolo da fulcro...

Io certo non sono uno scrittore e nemmeno mai ci terrei ad esserlo, perchè le immagini per me sono tutto, sarei uno scrittore schifosamente prolisso che si sofferma a descrivere atmosfere e scenografie, perché il mio piacere quasi edonistico per i colori e le immagini non potrebbe, nonostante il piacere di leggere chi veramente sa scrivere. Scrivere sarebbe alquanto difficile perché sono abituato a raccontare con le immagini atmosfere, anche suoni ed odori se riesco, proprio per questo non oso pensare ad una forma piu simile alla poesia che la grafic novel e il suo deprezzamento con paragoni che mettono filastrocche e poesie, sullo stesso piano di disegni per adolescenza in crisi ormonale e alcune delle più belle ed attuali sequenze che ho visto sui libri di Gipi o il magnifico Manuel Fior...

T. de Felip call as KEWA Art Studio


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